
A differenza di noi esseri umani, che siamo capaci di astrazione, il cane è un apprendista contestuale; ma cosa significa?
Quando insegniamo al cane un “comando” come il seduto, il resta, ecc. il cane non impara solo quel comando, ma tutta una serie di indicazioni ed informazioni: la nostra postura ed i nostri gesti, il luogo che lo circonda, come se fosse un set cinematografico e lega il comando e la sua azione corrispondente a tutto quel set.
Quando usciamo da casa, quel set viene a mancare e viene sostituito da uno molto più caotico, dove cambiano gli odori, i rumori, ci sono altre persone, altri cani, il traffico, cose che si muovono.
In tutto questo caos di informazioni che arrivano nella mente del cane la sua soglia di attenzione nei confronti del proprietario si abbassa e quella richiesta che il proprietario fa al cane diventa un rumore di sottofondo. Ma il cane non sta deliberatamente ignorando il proprietario, semplicemente per la sua mente tutti quegli stimoli sono più importanti, che sia per un istinto di sopravvivenza (cani più timorosi ad esempio) o di curiosità.
In casa l’ambiente è molto facile per il cane, conosce già tutto, la sua attenzione quindi può essere rivolta completamente al proprietario, è il luogo ideale per iniziare a gettare le basi dell’apprendimento; inoltre anche il proprietario di solito in casa è più rilassato e quindi più concentrato sul cane e su quello che stanno facendo insieme.
Insegnare al cane deve essere un lavoro fatto gradualmente, così come noi facciamo prima le scuole elementari, poi le medie e le superiori, anche per il cane ci dovrà essere una progressione per gradi.
Ad esempio potrebbe essere: casa, giardino (o subito fuori casa se non troppo confusionario), strada isolata, parchetto con pochi stimoli, centro città; si passerà da uno step al successivo solo quando il precedente sarà ben consolidato.
A seconda dello sforzo che si sta richiedendo al cane andrà regolato il premio da corrispondere, se in casa ad un certo punto basterà dire “bravo”, fuori il discorso cambia, più è difficile il contesto più dovrò scegliere un premio dal valore alto per il cane (un bocconcino goloso, il gioco preferito)
In esterno è meglio organizzare sessioni brevi, meglio 3 minuti fatti bene, che 20 fatti malissimo e che non porteranno altro che frustrazione a cane e proprietario. Se è presente uno stimolo particolarmente disturbante per il cane andrà aumentata la distanza da esso fino a quando il cane non tornerà in ascolto.
Il proprietario deve rilassarsi, il nostro atteggiamento, come sempre, è fondamentale.
TI PROPONGO UN ESERCIZIO PRATICO: Il test dei 3 Ambienti
Per capire a che livello è arrivata la generalizzazione del tuo cane prova questo test. Scegli un comando che il cane conosce molto bene e utilizza un premio di alto valore per tutti e 3 gli step.
- La prova del Silenzio (in casa): chiedi il comando in casa, ma aggiungi una variante, cambia stanza, stai seduto se di solito sei in piedi, stai di schiena rispetto al cane; se lo fa subito la base è solida
- La prova della Bolla (fuori, ma ambiente isolato): lascia qualche minuto al cane per esplorare l’ambiente, poi chiamalo e chiedi il comando, se esita metti un piccolo aiuto (il gestuale ad esempio)
- La prova del Mondo (ambiente urbano): vai in un ambiente urbano, ma non esageratamente trafficato, chiedi il comando, se lo fa premia tantissimo! Se non lo fa forse quell’ambiente è troppo complesso, prova ad aggiungere un aiuto, o ad allontanarti di qualche metro, ma se non riesce non insistere troppo e non arrabbiarti, ripassa la prova della Bolla e riprova in seguito
